Il grano tenero (frumento tenero, Triticum aestivum) è la principale materia prima per la panificazione, la biscotteria e la pastificazione di pasta all'uovo. In Italia le quotazioni vengono rilevate settimanalmente dalle Camere di Commercio nelle principali piazze cerealicole: Bologna, Torino, Milano, Foggia, Perugia e Roma. Il mercato fisico italiano si muove in stretta correlazione con il future MATIF di Parigi (Euronext), riferimento internazionale per il frumento tenero europeo.
Grano tenero estero: frumento comunitario e Northern Spring
Accanto alle quotazioni nazionali, il mercato italiano assorbe una quota rilevante di frumento tenero estero, in particolare:
- Comunitario (francese panificabile, austriaco): quotazioni franco magazzino arrivo nelle principali piazze.
- Northern Spring e Canada Western Red Spring: teneri ad alto contenuto proteico usati per la panificazione speciale e il blending.
MATIF e mercati internazionali
Il future Euronext-MATIF scadenza maggio quota attualmente intorno a 202–204 €/t, con la scadenza settembre 2026 a circa 211 €/t. Il mercato internazionale è sotto pressione dopo l'accordo di cessate il fuoco USA-Iran che ha temporaneamente riaperto lo Stretto di Hormuz, riducendo la tensione sui costi logistici. Sul fronte climatico, le piogge previste nelle Pianure americane migliorano le attese per il grano invernale USA, mentre il primo report USDA 2026 segnala solo il 35% del raccolto in condizioni buone o eccellenti — il livello più basso dal 2023.

Differenze tra le categorie merceologiche
Il listino CCIAA di Bologna distingue cinque categorie di frumento tenero nazionale per peso specifico e contenuto proteico:
- Speciale di forza (prot. 13,5% min, p.s. 80 kg/hl): la qualità più pregiata, usata per panificazione di alta qualità e blending con teneri esteri
- Speciale (prot. 12% min, p.s. 78–79 kg/hl): panificazione standard
- Fino (prot. 11% min, p.s. 78 kg/hl): uso alimentare generico
- Buono mercantile (p.s. 75–76 kg/hl): fascia inferiore, uso alimentare e zootecnico
- Mercantile (p.s. 71–73 kg/hl): prevalentemente zootecnico, raramente quotato
Lo spread tra "forza" e "buono mercantile" a Bologna si mantiene storicamente tra i 15 e 30 €/t.
FAQ — Domande frequenti sul prezzo del grano tenero
Qual è la quotazione del grano tenero questa settimana?
Le borse merci italiane pubblicano il listino del grano tenero con cadenza settimanale, suddiviso per categoria qualitativa: Fino, Buono Mercantile e Mercantile. Le quotazioni si intendono franco partenza, IVA esclusa. I prezzi aggiornati di questa settimana sono disponibili nella tabella qui sopra, con l'indicazione della variazione rispetto alla seduta precedente.
Quanto vale un quintale di grano tenero oggi?
Il prezzo del grano tenero viene trattato in euro per tonnellata sulle borse merci italiane e sul MATIF di Euronext. Per ottenere il valore al quintale è sufficiente dividere per dieci: se il Fino quota, ad esempio, 220 euro/t, un quintale vale 22 euro. Il valore effettivo dipende dalla categoria merceologica e dalla piazza di riferimento. Consulta la tabella aggiornata in questa pagina per il valore corrente
Qual è il prezzo del grano tenero per tonnellata?
Le quotazioni del grano tenero si esprimono in euro per tonnellata metrica (€/t) e vengono rilevate settimanalmente dalle principali borse merci italiane. In parallelo, il contratto MATIF di Euronext rappresenta il benchmark europeo per eccellenza e viene monitorato in tempo reale dagli operatori della filiera. Il prezzo varia in funzione della campagna di raccolta, della categoria qualitativa e della piazza. I valori aggiornati sono visibili nel grafico e nella tabella in cima a questa pagina.
Perché il prezzo del grano tenero è aumentato (o calato)?
Le variazioni del prezzo del grano tenero riflettono l'interazione tra domanda molitoria, disponibilità internazionale e dinamiche macro. Un rialzo si verifica tipicamente quando la produzione nei principali bacini esportatori, come la Francia, Germania, Russia, Ucraina delude le attese, quando i flussi logistici si interrompono per ragioni geopolitiche o valutarie, o quando la domanda globale di farina supera l'offerta disponibile. Un ribasso, al contrario, segnala eccesso di offerta, stagione favorevole in Europa e nel Mar Nero, o una contrazione dei consumi. Il MATIF anticipa quasi sempre il movimento dei listini italiani di qualche seduta.
Cosa influenza il prezzo del grano tenero in Italia?
Almeno sei variabili agiscono contemporaneamente sulla formazione del prezzo. Il peso ettolitrico e il tenore proteico sono i parametri qualitativi principali e determinano la destinazione d'uso, sia essa panificazione, biscotteria, pasta fresca, mangimistica. Sul lato dell'offerta contano le superfici seminate in Francia, Germania, Romania e negli altri grandi produttori UE, le condizioni climatiche nelle fasi critiche di spigatura e riempimento della granella, e i flussi di importazione dal Mar Nero. Sul lato domanda pesano i programmi di acquisto dei grandi molini, i livelli di scorte nazionali e la stagionalità della domanda di farina. A tutto questo si sovrappone il cambio euro/dollaro, che determina la competitività relativa dell'importato rispetto al prodotto europeo, e il prezzo dell'energia, che incide direttamente sui costi di molitura e trasporto.
Qual è la differenza di prezzo tra grano tenero e grano duro?
Storicamente, il grano duro quota a premio rispetto al tenero. Il differenziale si spiega con la destinazione d'uso: il duro è materia prima quasi esclusiva per la pasta secca, un segmento ad alta specificità qualitativa in cui i mulini non possono sostituire la materia prima senza compromettere il prodotto finale. Il tenero, destinato a pane, pizza e prodotti da forno, è più intercambiabile con origini internazionali, il che comprime strutturalmente il premio locale. Lo spread tra le due categorie oscilla nel tempo e si restringe nelle fasi di forte domanda globale di grano tenero, conflitti, siccità in aree produttrici chiave, e si allarga quando il duro è in offerta abbondante.
La siccità fa aumentare il prezzo del grano tenero?
Sì, ma l'impatto dipende da dove si verifica la siccità. Il grano tenero è coltivato principalmente in Europa centro-settentrionale e nel bacino del Mar Nero, quindi le condizioni climatiche in Francia, Germania, Ucraina e Russia pesano molto più di quelle italiane sulla formazione del prezzo. Una siccità primaverile nelle pianure francesi o una stagione anomala nel Kazakistan si trasmette ai listini europei in pochi giorni attraverso il MATIF. In Italia, l'effetto è indiretto: se il prodotto estero diventa scarso o caro, i mulini italiani si rivolgono con più intensità al mercato nazionale, sostenendo le quotazioni locali.
In che periodo dell'anno il prezzo del grano tenero è più basso?
Il ciclo stagionale del grano tenero ricalca quello del grano duro: i prezzi tendono a toccare il minimo tra luglio e settembre, nel periodo post-raccolta europeo, quando la pressione delle vendite dei produttori è massima. Il recupero avviene tipicamente in autunno e inverno, con la ripresa della domanda molitoria e l'assottigliarsi delle scorte. Il ciclo è però meno rigido rispetto al grano duro: il mercato internazionale del tenero è molto più liquido e profondo, e gli shock geopolitici o climatici in qualsiasi area produttrice possono invertire rapidamente il pattern stagionale.
Quali borse merci quotano il grano tenero in Italia?
Le principali piazze istituzionali sono Bologna, Milano, Foggia e Roma. Bologna è il riferimento più significativo per il Nord Italia, con quotazioni influenzate dalla vicinanza ai grandi distretti molituri emiliani e lombardi. Milano integra il listino con una prospettiva più orientata ai mercati internazionali. Foggia copre il mercato meridionale, anche se raramente quota il grano tenero. Accanto ai listini italiani, il MATIF di Euronext (contratto BL2) rappresenta il vero benchmark di mercato per gli operatori della filiera.
Chi fissa il prezzo del grano tenero in Italia?
In senso tecnico, il prezzo non lo "fissa" nessuno: emerge da una contrattazione tra operatori accreditati nelle commissioni di borsa merci istituite presso le Camere di Commercio, composte da rappresentanti di categorie contrapposte, agricoltori, commercianti, stoccatori, molini, che concordano settimanalmente le forchette minimo-massimo per ciascuna categoria qualitativa. Tuttavia, per il grano tenero il margine di autonomia dei listini italiani rispetto al MATIF è molto più stretto che per il grano duro: il tenero è una commodity globale con mercati a termine profondi e liquidi, e nessuna commissione locale può discostarsi a lungo dal benchmark europeo senza perdere volumi verso l'importato.
Quando escono le prime quotazioni del grano tenero del nuovo raccolto?
In Italia la raccolta del grano tenero avviene tra fine maggio e luglio, con anticipo nel Centro-Sud rispetto al Nord. Le prime quotazioni del nuovo raccolto compaiono tipicamente in giugno sulle borse merci, non appena i primi carichi vengono conferiti agli stoccatori e sottoposti ad analisi qualitative. Sul MATIF, le aspettative per il nuovo raccolto iniziano a prezzarsi già in inverno attraverso i contratti con scadenza settembre e dicembre, che offrono indicazioni preziose sulla direzione attesa del mercato molti mesi prima della trebbiatura.
Cosa si produce con il grano tenero?
Il grano tenero è la materia prima per la farina di frumento, base di pane, pizza, pasta fresca, biscotti, dolci e prodotti da forno in generale. A seconda del tenore proteico e delle caratteristiche reologiche dell'impasto, la farina viene classificata in tipologie diverse, 00, 0, 1, 2, integrale, con destinazioni industriali specifiche. Una quota del raccolto italiano di qualità inferiore viene destinata alla mangimistica. Il grano tenero non è sostituibile con il grano duro nei processi di panificazione industriale, e viceversa: le due filiere sono distinte, con operatori, mercati e dinamiche di prezzo proprie.